E’ importante saperlo.
Non esistono REGOLE per scrivere, ma esistono i TEMPI.
Il TEMPO è il SIGNORE di ciò che noi scriviamo.
Uno
SCRITTO ha il suo tempo.
Può essere contestuale, passato, futuro.
Il contestuale può divenire passato oppure futuro.
Il passato resta passato, il futuro può diventare contestuale e poi
passato.
Il “tempo” determina anche la “persona” in cui si scrive.
Il
tempo dà il ritmo.
Il tempo dà la leggibilità, anche ad alta voce.
Il tempo dà la profondità.
Il tempo dà la leggerezza.
Il tempo conta sulla pausa.
Il
tempo della ripetizione (deve esistere un motivo).
Il tempo stagionale.
Il tempo non-tempo.
Il
tempo dà la circolarità e la pienezza
Il tempo dà l’acutezza ed il particolare
Il tempo dà la storia
Il tempo dà l’assoluto
Il tempo dà il vuoto (dove chi legge ci mette se stesso)
Finito
di scrivere, si depone la penna e ci si distacca da ciò che si è
fatto.
Se abbiamo scritto per noi stessi, ritorneremo sul lavoro più tardi,
magari anche giorni dopo, magari mai più.
Se invece abbiamo scritto con l’intento di “comunicare” vi consiglio:
•
la prima lettura deve avvenire preferibilmente fatta da un altro ad alta voce.E’
proprio allora che si “riconoscono” i tempi
• se ci pare che ciò che l’altro legge ci sia estraneo,
o addirittura ci irrita….significa che non abbiamo rispettato i “tempi