La Neuroprogrammazione Progessiva non è da confondere con la PNL (Programmazione Neuro Linguistica) dalla quale si differisce negli scopi di partenza e nei risultati finali:
la prima lavora sull’individuo affinchè egli migliori se stesso e di conseguenza migliori in modo stabile ciò che lo circonda, la seconda lavora sull’individuo affinchè egli migliori la sua immagine di fronte alle relazioni con il mondo.
La Neuroprogrammazione Progressiva volge l’attenzione al benessere globale (fisico, psichico, emozionale, spirituale) della Comunità attraverso un lavoro che porti l’armonia in ogni singolo individuo che la compone.
Tutta la classificazione viene fatta in lingua latina seguendo i testi originali.


1 - Cenni storici


Sembra che la Neuroprogrammazione Progressiva sia nata ad opera del Prof. Alexandr Volkov, neuropsichiatra presso l’Accademia delle Scienze della Russia, nel corso dell’inaugurazione dell’anno accademico 1980, con la presentazione dell’opera “De Fortitudine Verbi” (Trattato sulla Forza della Parola intesa in senso biblico, Vangelo Giovanni 1,1-18).
Non ci sono fonti certe in quanto non vi è stata mai una pubblica edizione.

2 - Come funziona

Come si può vedere dallo schema, la Neuroprogrammazione Progressiva formula programmi (frecce blu) per la risoluzione delle problematiche che si presentano all’essere umano pensante.
Per ottenere questo è necessaria un’accurata raccolta dei dati obiettivi attraverso i canali percettivi sensoriali (frecce rosse).

3 - Principi guida


La Neuroprogrammazione Progressiva, nell’effettuare le attività della preparazione degli specifici programmi, segue rigorosamente alcuni principi fondamentali:


a) actio et reactio – ciascuna azione è, di regola, seguita da una reazione (positiva o negativa), quest’ultima si manifesta obbligatoriamente attraverso l’“azione indotta” ed il “messaggio di risposta” – (es.: Se pronuncio a voce alta davanti ad un gruppo di amici la parola “caos”, ognuno avrà dentro di sé una diversa reazione e può darne o manifestazione esterna dicendo “qui non c’è caos” oppure pensarlo e non dirlo, oppure pensare al caos come concetto generale, ecc..ecc…ecc.). Quindi ogni “actio” deve essere ponderata anche sul lungo periodo e ne devono essere sempre valutati tutti i possibili effetti che possono essere presi in considerazione con i dati raccolti (frecce rosse) prima dell’”actio” (frecce blu). Nonché rilevati i dati delle “reactio” effettive nella realtà.

b)nihil sine causa” – ogni avvenimento, a qualsiasi tipologia appartenga ed in qualsiasi circostanza avvenga, risulta frutto di una causa, essa infatti viene definita “motrice delle azioni” – (es.: ho davanti un bambino piangente, la prima domanda che mi devo porre è “perché piange?” cioè qual è la causa che lo ha portato al pianto?) Questa regola aurea deve essere applicata come prima analisi immediata ed usata fino alla totale raccolta di tutti i dati possibili (frecce rosse), affinché non ci siano sovrapposizioni che la possano mascherare. Nel caso che siano le mie azioni la “causa” (frecce blu) di un avvenimento (es.: dico ad una persona “Come sei magro!”) devo sempre prendere in considerazione prima tutti i dati possibili (frecce rosse) che possono aver portato la persona in quella situazione (vedi punto a) “actio et reactio”).

c)omnia mutabilia sunt” – tutte le cose sono soggette ai cambiamenti (sia in senso positivo, che in quello negativo) (es.: Oggi non ho capelli bianchi, domani il mio corpo è mutato e mi scopro un capello bianco). Questo principio è da tenere sempre in assoluta considerazione perché richiede nel tempo un’aggiornamento costante sui dati reali.

d)harmonia Universi radix” – tutte le cose naturali, sin dagl’inizi della loro esistenza, sono in armonia relazionale tra loro, ed esse medesime sono costituite secondo le “leggi armoniche universali”, il che viene sinteticamente espresso attraverso la sequenza: “l’Universo è armonico” – “l’Universo rappresenta un etalone perfetto dell’armonia” – “l’Universo è armonia ” – Universo viene dalle parole latine Omni-Versus cioè “in ogni direzione" (es.: Spesso mi trovo davanti a cose, situazioni, persone che non capisco e mi sembrano non “in armonia” con il contesto. Dopo un po’ di tempo -vedi c) “omnia mutabilia sunt”- alcune cose, situazioni, persone, cominciano a prendere, dal mio punto di vista, la ragione di esistere). Questo avviene perché il mio punto di vista è sempre limitato, ma attraverso una visione più “alta” si può comprendere che ogni cosa esiste sempre ed in ogni tempo non esclusivamente umano, perché necessaria al Tutto. Nel momento che quella cosa, situazione, persona viene a decadere, necessita una nuova riorganizzazione armonica generale, quasi sempre non di mia completa responsabilità.

e)natura Universi statica pars” – “la natura è parte statica dell’Universo”: la natura, in questo caso, viene concepita come parte che obbedisce alle leggi armoniche dell’Universo, in contrapposizione all’uomo che può, limitatamente, attuare nuove leggi attraverso il suo libero arbitrio, che possono portare verso situazioni positive o negative anche la “natura”. (es.: Un bosco ed i relativi animali che lo abitano procedono comunque nella loro vita armonica, se io intervengo andando a vivere nel bosco, dovrò tener conto che le mie azioni, in quanto “umane” posso migliorare o peggiorare l’armonia di questo luogo.)

f)homo Universi dynamica pars” – “l’uomo è parte dinamica dell’Universo”: l’uomo, in questo caso, viene concepito come parte attiva dell’Universo, le cui attività, possono essere in accordo o disaccordo con le “leggi armoniche universali”; se avviene disaccordo questo comporta le numerose infrazioni dell’”equilibrio universale”. Le conseguenze di tale operato dell’uomo si ripercuotono sul suo e altrui “benessere” a tutti i livelli, cosicché l’uomo, impegnandosi nella ricerca solo del proprio benessere e commettendo dei gravi “errori di percorso”, procura a se stesso ed agli altri (persone, natura, cosmo) il malessere. Quasi mai, nel suo malessere, riconosce esserne la causa (“actio et reactio”) perché non ne è cosciente e quindi non trova il modo di trasformare la situazione. (es.: in negativo: Voglio intorno alla mia casa un giardino pianeggiante con erba all’inglese, per cui con la ruspa spiano la parte collinare ed estirpo gli alberi. Dopo qualche anno, il terreno comincia a franare verso le proprietà vicine e l’acqua in dei punti ristagna fino a minare le fondamenta della casa che risulta malsana per me e per chi ci abita. Come sono sfortunato!? In positivo: Studio il terreno intorno alla mia casa per creare un giardino che rispetti l’armonia insita nella natura che mi circonda e quindi sfrutto le risorse naturali presenti – alberi, acqua, prato- apportando solo le variazioni che non comportino squilibri non assorbibili dal territorio).

g)aequilibrii aequitatisque necessitas” – “necessità dell’equilibrio e dell’equità” : visto che l’Universo, in questo caso, viene concepito come sistema costituito principalmente da due diverse unità (passiva: la natura, attiva: l’uomo) e considerati i principi precedenti di questo capitolo, appare evidente che l’operato dell’uomo in mezzo alla natura può risultare nocivo o proficuo non solo per la natura stessa ma anche per l’uomo medesimo. (es.: positivo: i progressi della Scienza che portano coscienza della realtà . In negativo: il degrado che ha portato agli avvenimenti eclatanti recentemente verificatisi sotto forma dei clamorosi disastri naturali, il che viene anche confermato dai numerosissimi studi condotti da autorevoli scienziati di tutto il mondo nel campo delle diverse materie scientifiche a partire dall’igiene mentale fino ad arrivare all’ecologia globale).

h)conscientiae ac sapientiae gloriosum Imperium” – riuscire ad apprendere dai principi sinora descritti, il progresso od il regresso della personalità individuale dipendono da alcuni fattori come:

a-1) la coscienza circa le proprie azioni che permette di prevenire i soprannominati “errori di percorso” ed in tal modo escludere l’imminente arrivo delle conseguenze negative, rendendo l’individuo “forte”;

a-2) la non-coscienza circa le proprie azioni impedisce la prevenzione dei suddetti “errori di percorso” ed in tal modo favorisce l’arrivo delle conseguenze negative, rendendo l’individuo “debole”;

ß-1) la sapienza circa le “leggi armoniche universali”, permette di programmare coscientemente le proprie azioni (vedi a) “actio et reactio”) evitando le diverse “difficoltà di percorso”, rendendo l’individuo “potente”;

ß-2) l’ignoranza circa le “leggi armoniche universali”, impedisce la programmazione cosciente delle proprie azioni (vedi a) “actio et reactio”), portando in evidenza le diverse “difficoltà di percorso” e rendendo l’individuo “impotente”.
Quindi “conscientiae ac sapientiae gloriosum Imperium” è ora chiaro nel suo reale significato: “potremo vedere la vera gloria della nostra potenza (gloriosum Imperium) solo se avremo usato sapienza e coscienza. Altrimenti il nostro operato sarà solo “potere formale” e quindi effimero e dannoso, per noi ed il resto dell’Universo.

4 – Progressione


La Progressione ha uno scopo preciso che è quello di promuovere una coscienza umana più elevata senza tralasciare alcun punto che possa, in un futuro, rivelarsi essere quello dove la possibilità negativa ci porta ad un ritorno indietro (circolo vizioso).
La Progressione si sviluppa attraverso:

1. la conoscenza e la presa di coscienza di come si articola il mio cervello il cui funzionamento è unico e diverso per ciascun essere umano

2. conoscenza e presa di coscienza della vera realtà esterna scevra dalle mie illusioni

3. conoscenza e presa di coscienza della relazione che intercorre tra me e la realtà esterna

• le mie influenze sull’esterno
• le influenze dell’esterno verso di me
• sintesi della sinergia globale esterno/interno

5 – Programmi

Il Programma lavora su tre fronti:


1. essere umano: sulla nostra parte “emozionale” e sulla parte “emozionale” dell’altro cioè nella parte relazionale

2. natura animata: sul comportamento istintivo o “harmonia Universi radix”

3. natura inanimata: solo su necessità assoluta

Cos’è un Programma:

1. è la “risposta” pianficata ed attiva per la risoluzione di un problema, indipendentemente dalla sua gravità.

2. il Programma è totalmente flessibile

3. esso è composto da:

dati reali raccolti (indispensabile)
elementi temporali reali (indispensabile)
elementi di comportamento (se occorre)
elementi di linguaggio (se occorre)
elementi di azione (indispensabile)
elementi aggiuntivi (se occorre)

Il Programma deve essere sempre rispettato nella piena ed assoluta osservazione del mutamento della realtà presente che può variare alcuni dei suoi elementi e renderlo inefficiente od addirittura dannoso, se portato avanti ad ogni costo.
Nel caso si rilevino dati imprevisti, sarà sempre bene prendere il tempo necessario per correggere il Programma in modo che non perda la sua efficacia nella sua fase dello svolgimento temporale e resti sempre flessibile.
Affinchè ciò avvenga, il Programmatore deve essere assolutamente privo dell’attaccamento alle proprie idee preconcette, altrimenti questo lo porterà ad una rigidità che non potrà permettergli di avere uno sguardo oggettivo “super partes” ed in tempo reale.

6 - Etica

Nella Neuro Programmazione Progressiva l’etica è il presupposto base ed è intesa come il “sentirsi facenti parte di un Tutto”.
Pertanto non potrà essere recepita da coloro che vogliano solo il proprio benessere personale perché non ne otterranno alcun effetto positivo individuale in quanto i Programmi che attueranno gli si ritorceranno contro.

7 - Limiti della Neuro Programmazione Progressiva

L’attuazione di questa Filosofia è ancora così esigua che non ci sono dati sufficienti per poter definire ancora i limiti che essa possa avere.
Si può supporre che il limite risulti che essa possa essere usata da una porzione limitata di umanità, in quanto, per attuarla, occorre aver raggiunto un buon livello di coscienza.

La Neuroprogrammazione Progessiva
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