immagini/esempio proposti per un confronto:




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CORPO VIVO

Arrendersi

Dall'immagine ricavare, attraverso l'osservazione, il punto di partenza della descrizione del corpo per poi prendere la direzione che esce spontanea.
Spazio legato alla materia: 1 punto

CORPO MATERIA MORTA

Dall'immagine ricavare, attraverso l'osservazione, i punti di partenza della descrizione degli oggetti inanimati (corpi) per poi prendere la direzione che esce spontanea tenendo però conto che non si può spaziare liberamente perchè più materico.

CORPO ENERGETICO - CORPO NON-CORPO

Dall'immagine ricavare, attraverso l'osservazione, i punti di partenza della sensazione dell'energia della materia dal corpo e oltre il corpo. Questo esercizio serve per attivare l'"espansione" della descrizione di una parte del corpo, quando atrtaverso questa di voglia portare nel racconto tutto il mondo circostante.

Il Corpo

*************************************************** Angela

"Il corpo è l'uomo" si ripetè Eugenio.Infilò lo scarno dito artigliato tra le pagine del "suo"Leopardi, per tenere il segno, e alzò lo sguardo.

Davanti a lui la finestra si apriva su alcuni muri e su di un ritaglio di cielo blu."Il corpo è l'uomo"...Eugenio pensò all'adolescente Giacomo,seduto ,come lui ,davanti ad uno squarcio di paese,che sfogava in quella frase il suo dolore feroce.
Si figurò in un corpo di ragazzo,tutto nervi e tensioni,un magro corpo spigoloso pieno di angoli caldi ,
un corpo che non conosceva di sè se non la parte sbagliata.Averlo adesso ,quel corpo, e non questa pergamena sottile che era
diventato,questi ossicini di uccello che non servivano a volare..Eugenio lasciava vagare i suoi occhietti su quei pochi mattoni e cercava di ricordare com'era all'età di Giacomo sentirsi "dentro"un corpo.Non aveva ricordi ,allora,forse,non sapeva neppure di averlo un corpo,nè come questo si muovesse nel mondo,tra la gente.Si allungò goffamente verso il tavolo e prese uno specchietto lasciato li' da sua figlia.Si guardò,un pezzetto alla volta:un occhio sbarrato ,un lunghissimo lobo,un pezzo di collo da tartaruga..Provò a stirare le labbra in un sorriso,ma gli usci' una faticosa smorfia."Com'era il mio viso?E i miei capelli?Di chi sono questi pezzetti nello specchio?"Il vecchio Eugenio stanco,si rilasciò,spinse la testa all'indietro e chiuse gli occhi.In quella posizione si appisolo',ma non del tutto.Sentiva la voce di una vicina e di sua figlia che
parlottavano fra di loro:"Come sta,oggi,il professore?" "Mah,non saprei!E' tutto il giorno che legge la stessa pagina,poi
si appisola e parla nel sonno..Chiede ad un certo Giacomo "Se il corpo è l'uomo,io che uomo sono,secondo te?".

PISTOLOZZI
Anita aveva le mani tutte sudate.Finalmente si sarebbe trovata davanti al suo Cliente N°1.
L'Agenzia l'aveva mandata ad incontrare il Dott.Pistolozzi,General Manager di Tradate,che era molto interessato ad un prestigioso attico di extra lusso.
Dato che il suddetto G.M. aveva telefonato almeno una ventina di volte e altrettante volte aveva visitato l'appartamento,oggi doveva essere la volta buona,,quella in cui si sarebbe firmato,se tutto andava bene,il famoso Compromesso di Vendita. Pistolozzi doveva solo controllare gli ultimi dettagli sul posto.
Anita era stata mandata dal suo capo con mille raccomandazioni,ma ,soprattutto, le era stato detto che il più era fatto si trattava solo di parlare il meno possibile,ascoltare ,annuire e infine accompagnare Pistolozzi in Agenzia come una
preda sapientemente catturata.Anita si era preparata per una settimana all'incontro fatale e si era immaginata Pistolozzi in molte varianti della tipologia lombarda di base.Ma,questa volta,la realtà superava di gran lunga la fantasia.Il Manager
era rotolato nell'appartamento come una palla da Bowling:in lui tutto era rotondo:la testa,i due menti,la pancia,i piedi,il contorno della figura e persino i denti,seppure squadrati e grandi,parevano rotondi anche loro.
Il tipo sorrideva inopinatamente:un sorriso largo e tondo,con gli occhi lontani,assenti,un sorriso che c'entrava come i cavoli a merenda,in quel momento.Anita realizzò che forse Pistolozzi stava attuando una strategia di vendita (trasformata per l'occasione in strategia d'acquisto...)che consisteva nel cacciare fuori un sorriso esagerato solo per spaesare chi stava di fronte.L'uomo sorrideva al vuoto poi tornava palla e rotolava qua e là senza sgusci e maniglie ,sfuggente e rapido.Anita era leggermente terrorizzata e invano si raccontava che la situazione era sotto controllo...Pistolozzi girava per la casa col suo bel completino di fustagno e parlava al telefonino con una voce dolce e senza inflessioni,senza acuti e senza bassi..Anita era quasi rilassata,ascoltandolo,anzi,quasi addormentata..Pistolozzi chiedeva alla moglie se era sola in casa ,a qualcun altro di non alzare la voce e ad una terza persona chiedeva,sempre con lo stesso tono:"Sei nuda in questo momento?"Andava veniva telefonava,mentre Anita stava ferma li',attaccata al termosifone,in piedi,rigida,sudata e spaventata
..L'uomo controllava stipiti e tubature e ogni tanto lanciava un sorriso luciferino ad Anita..Ad un tratto la ragazza usci' da quello stato ipnotico e senti' come l'atmosfera,oramai,era inzuppata di minaccia,in quel momento capi' che l'ineluttabile stava per manifestarsi.Il General Manager la guardò fissamente con i suoi tondi occhi e disse dolcemente:"Mi dispiace,cara signorina,ma oggi ho visto cose che non avevo notato,,pertanto l'affare non si fa più."Cosi' dicendo usci' nella strada scivolando come un piroscafo appena varato...Anita respirò profondamente e senti' nell'aria un leggero odore di zolfo.

*************************************************** Patrizia

CORPO

Maria sta viaggiando con il padre e la madre sull’autostrada, la loro macchina segue disciplinata il carro funebre, il nonno li ha lasciati e lo stanno accompagnando al paese.
E’ aprile gli alberi sono in fiore ormai da settimane ma oggi sono silenziosi imprigionati da una coltre bianca, la neve, tutto è immobile.
Arrivati alla casa la cassa viene portata, dagli omini blu scuro, nella sala da pranzo e sistemata vicino alla finestra, dovrebbe essere sigillata, così ordina la legge, ma viene riaperta perché il nonno deve incontrare, per l’ultima volta, i vecchi amici e parenti.
Alla sera si recita il rosario, Maria ha interesse solo per la vecchia Rosina, la donna con un viso largo come una piadina contornata da fili argentei, entra silenziosa, saluta tutti e piange con discrezione. Rosina è la fidanzata del nonno sembra che si siano innamorati circa un anno fa, entrambi vedovi hanno cominciato a frequentarsi “ci teniamo compagnia “ così diceva il nonno, Maria glielo aveva detto di sposarla, a lei piaceva l’idea di quel matrimonio.
A sera la casa rimane silenziosa e Maria gira gira gira ma alla fine si intrufola sempre in sala da pranzo accanto alla cassa a guardare il nonno, aveva sempre pensato che non sarebbe riuscita a stare da sola in una stanza con un morto, solo l’idea la faceva rabbrividire, invece ora è lì con il morto e si sente a suo agio.
Il corpo è freddo , rigido, gli occhi sono chiusi ma se si guarda bene è rimasta una fessura, le piccole labbra sono violacee leggermente aperte, quasi una smorfia.
Ogni tanto Maria si avvicina per sentire il respiro ma nulla “la tua anima si è staccata?” non ne è certa sente il nonno ancora lì, lo guarda e gli parla “Sei sempre stato discreto, troppo discreto, parli poco, non mi hai mai raccontato la tua storia, forse mi ritieni troppo piccola, pensi che non possa capire e adesso chi potrà raccontarmi di te? Tutto è lasciato alla mia immaginazione, posso costruirmi mille storie diverse, fantastiche, avventurose…ma io vorrei sentir raccontare la tua storia, magari banale, piccola ma la tua unica ineguagliabile storia”.
Maria gli accarezza le mani intrecciate, di pietra, si volta come per andarsene poi si rivolta di scatto, vorrebbe coglierlo in flagrante mentre sfoggia un movimento ma il nonno è fermo , intrappolato in quella stretta cassa di legno.
Maria finalmente si decide, si dirige verso il suo letto, si sdraia, domani ci sarà il funerale, si addormenta con in testa la domanda che l’ha accompagnata tutta la giornata” chi ora potrà raccontarmi la tua storia?”.

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Dentro i corpi (30/XI/06)

Gli era venuta così, l¹idea. Quella di entrare nel corpo degli altri. E cominciò con il corpo di una donna. Di una donna con la quale faceva l¹amore.
Vedeva il proprio copro lentamente scomparire e travasarsi in quello di Elena. Lo vedeva farsi prima flessibile e adattevole come quello di un¹ameba, entrare nella bocca di lei, riempirle la testa e poi gradualmente insinuarsi giù lungo il collo, riempirle il petto e poi l¹addome e i fianchi per arrivare fino ai piedi.
Lui era più grande di Elena e quindi si pose il problema di che che fine avrebbe fatto il volume in eccesso. Sarebbe rimasto fuori?
Risolvette la cosa ricorrendo alla magia. Sì, perché no, il suo corpo avrebbe cambiato grandezza.
Superato questo ostacolo cominciò ad applicare la sua fantasia ad altri corpi: corpi di amici, di sconosciuti e di sconosciute e poi di animali e di piante.
Finì anche per entrare in una bottiglia vuota di vino siciliano. Si sentiva un po¹ come il genio della lampada. E come il genio della lampada, quando era contenuto nei corpi se ne rimaneva in silenzio. Viveva altre vite in quelle interiorità inizialmente estranee, ma che finivano per diventare sue.
Ne parlò con Elena che si mise a ridere, ma poi l¹idea piacque anche a lei. Ed Elena volle entrare nel suo corpo. ³Ma come farai, se io sono già nel tuo corpo?² le fece notare lui. Il gioco si stava esaurendo.
E alla fine si rese conto che il suo corpo gli piaceva e gli piaceva anche dove si trovava e lo lasciò in pace come era e al suo posto.


CORPO