Il fonema armonico è la cosa più
semplice che esista e proprio per questo contiene e genera parte del tutto
quando si combina con la forza di un altro fonema.
Il suo problema (e anche il mio..eheh) sta proprio qui: la SEMPLICITA'.
Essendo io una struttura semplice, per 50 anni ho creduto che anche gli altri
lo fossero e quindi, al contrario degli studiosi che passano la vita a studiare
filosofia, telogia, kabala e quant'altro..io ho passato la vita a studiare
l'umano chiedendomi chi fosse questo strano essere che era in grado di comprendere
solo le cose involute e complesse ma non riusciva a scorgere neanche il minimo
barlume della struttura che è alla base del tutto.
Ho anche tenuto seminari, scritto un libro..insomma ero tutta protesa nell'illusione
che io potessi spiegare: in verità l'unica possibilità che ho
è rinverdire un ricordo, sempre che questo ricordo esista.
Però io sono dentro ai miei limiti e quindi il mio fallire non implica
che altri possano riuscire nell'impresa.
Quindi lascio su queste pagine alcune indicazioni che magari potranno servire
a coloro che vorranno liberamente usarle. e che sapranno con maestria maggiore
della mia, interfacciarle con l'umano.
Qui non troverete bibliografie, riferimenti, approfondimenti,
citazioni perchè queste cose alla semplicità non servono: l'unico
strumento che occorre è un sentire scevro da pre-giudizi.
Ciò che ci grava sopra è stato inventato dagli umani nell'illusione
di poter "dominare" la vita ma non è citandolo, studiandolo,
smontandolo che se ne può cogliere l'essenza. Il processo va al contrario.
Allora, allora...andremo per passi..lunghi e ben distesi..eheh:
passo 1:
il fonema è l'espressione sonora di un segno. Se noi vediamo un legno
a forma di S, un segno con la matita a forma di S, un serpente, una strada
piena di curve e via dicendo...tutto ciò che ha forma S equivale nella
sua espressione energetica al suono S pronunciato da chiunque. Esistono complicatissime
dimostrazioni matematiche, fisiche, quantistiche e quant'altro, ma non è
interessante conoscerle se uno "sente" che l'energia funziona così.
Fidarsi di noi stessi.
Per questo motivo non troverete qui alcun significato relativo ai segni ed
all'energia relativa: questo vi ancorerebbe (linkerebbe in gergo web) a pregiudizi.
Meglio lasciarsi liberi di sperimentare e riconoscere da soli quali energie
questi fonemi/segni esprimono.
passo 2:
provare. Non è affatto difficile e non servono maestri,
l'unica regola è ricordare alla nostra mente che un suono non è
un'insieme di suoni, quindi S non è ESSE, e via così.
passo 3:
una volta che la nostra mente si è abituata alla semplicità
si potrà osservare come essa la pretenda (qui comincia il casino) perchè
la mente è pigra e quindi se trova una via più facile della
precedente la sposa subito (ripeto che queste indicazioni serviranno solo
a coloro che già hanno insito in sè il germe della semplicità
e quindi potranno "ricordarlo", non vale per gli altri che invece
hanno bisogno di strutture mentali complesse: non siamo tutti uguali).
passo 4 :
usando ormai la semplicità come suo veicolo preferenziale,
la nostra mente snida da se stessa tutte le distorsioni e ce le mostra in
bella vista. Qui abbiamo due possibili strade da scegliere: ritornare a pronunciare
la S come ESSE, oppure decidere che S è S. (uso la S ma ogni altro
fonema vale tanto quanto, anche se ognuno esprime una diversa tipologia energetica).
passo 5:
arrivati a questo punto ci torna piuttosto violentemente alla
vista il binomio BENE/MALE. Vi chiederete perchè.
Perchè una volta smantellate tutte le infrastutture umane, si comincia
a percepire l'energia primaria nei suoi aspetti estremi cioè effimera
o pesante. Oggettivamente non ci sarebbe da dare dei giudizi su questi stati
dell'energia, ma sempre per quelle dannate infrastrutture mentali costruite
per dominare la vita, interviene il GIUDIZIO per cui ciò che è
pesante è MALE e ciò che è effimero (inteso come sottile)
è BENE.
Su questo binomio ci hanno giocato tutte le situazioni di potere da 7000 anni
ai giorni nostri, ovviamente, e questo non può non pesare sulla nostra
struttura per intero.
passo 6:
si può scegliere di uscire dal giudizio oppure decidere
di restarci.
Questa scelta ci porterà a definire l'autunno come processo in cui
avviene una trasformazione in cui l'energia densa prende il sopravvento affinchè
avvenga il "precipitato" (vedi uva, vino e simili) e quindi possa
essere successivamente liberata un'essenza più forte e vitale, oppure,
vedere nell'autunno la tristezza della morte. Chiaramente l'esempio autunno
è estensibile a qualunque processo vivente, cioè a qualunque
processo che abbia un movimento.
Ecco..è tutto qui..come vedete è davvero SEMPLICE.
Vi auguro serenità,
elisa
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